Psicomotricità

I giochi dei bambini non sono giochi, e bisogna considerarli come le loro azioni più serie.

M.DE MONTAIGNE

L’espressività è il modo di essere unico ed originale del bambino e della persona, e comprende il movimento, la sensorialità, la vita immaginaria, l’affettività e lo sviluppo intellettivo. Ed è proprio su questi aspetti che la Psicomotricità può portare il suo grande contributo, a favore di un armonico sviluppo  psico-fisico nella ricerca e nel mantenimento del benessere personale. Con la Psicomotricità si rispetta l’originalità del bambino e della persona, il suo agire; il tutto nel rispetto e nel riconoscimento della sua espressività psicomotoria come uno specifico modo di essere.

La Psicomotricità è una metodologia che offre opportunità diverse nell’accompagnare la persona nella relazione di aiuto, partendo dalle potenzialità del soggetto e nel conferire al  corpo e al movimento un ruolo fondamentale, accompagnare l’individuo verso la propria conquista dell’unità e della coerenza della propria vita psichica e sociale.

La Psicomotricità è una disciplina socio educativa che si attua attraverso la relazione, con tecniche di mediazione corporea quali esperienze percettive, cognitive, ludico-espressive e di rilassamento, e che parte dalle potenzialità del bambino o della persona a cui si riferisce.

Il termine Psicomotricità ha avuto una sua profonda evoluzione nel tempo, considerando non solamente una completa integrazione tra mente e corpo, ma anche una disciplina che va a supportare i processi di sviluppo, valorizzando l’individuo come essere di globalità, che manifesta e realizza sé stesso attraverso la pienezza della propria azione nel mondo.

La Psicomotricità nel tempo si è distinta in numerosi indirizzi tra i quali: la scuola funzionale, di Jean Le Boulch, dove il movimento viene controllato e migliorato al fine di raggiungere la completa maturazione psico-fisica dell’individuo e la scuola relazionale, di Lapierre, che si fonda sul gioco libero quale mezzo d’espressione di emozioni e desideri personali e dove la relazione assume un ruolo fondamentale per favorire l’educazione e/o la ri-abilitazione della persona .

L’originalità della Psicomotricità Funzionale e del suo intervento sui soggetti in difficoltà, sta nell’andare  a lavorare su quei prerequisiti che sono fragili per mancata esperienza, oppure per aumentare la disponibilità apprenditiva attraverso una serie di movimenti che vanno ad attivare circuiti neuronali capaci di risvegliare nuove disponibilità.

Jean Le Boulch (Pesci, 2011; 2012), fondatore della Scuola di Psicomotricità Funzionale, a proposito della sua disciplina disse che “…è un procedimento globale che ha come base gli sforzi di aggiustamento motorio del soggetto chiamato a risolvere il problema in base ad una certa situazione, contribuendo all’organizzazione della condotta dell’atteggiamento umano, sia che essa sia strumentale o mentale poiché supporto dell’azione è sempre la motricità…

Psicomotricità di gruppo

Attraverso l’accoglimento dell’espressività psicomotoria del bambino lo psicomotricista può modificare spazi, mettere a disposizioni materiali, per facilitare l’integrazione tra esperienze motorie, affettive e cognitive, in un processo dinamico che comprende e valorizza la potenzialità produttiva e creativa dell’interscambio nel gruppo. Proprio in virtù dell’unicità e originalità dell’espressività psicomotoria di ogni bambino non esiste una possibilità di standardizzazione dei percorsi di psicomotricità; questi percorsi ricchi di esperienze, in sala di Psicomotricità, sono diversificati e lo psicomotricista può seguirli grazie ad un adeguato rapporto numerico. Nel gruppo di bambini è facilitata la comunicazione, lo scambio, le forme di cooperazione e collaborazione, nel rispetto di se stessi e degli altri, attraverso una valorizzazione delle differenze individuali piuttosto che una loro inibizione in favore dell’omogeneità.

Psicomotricità individuale

Nella stanza di Psicomotricità il bambino o l’adulto può ricevere ascolto ed aiuto ai propri bisogni, sia che si collochino nell’ambito del normale sviluppo, sia che siano nell’area del disturbo, della difficoltà (di relazione, comunicazione, cognitiva ecc.). Sostenendo e aiutando il bambino all’interno del suo importante e complesso percorso di crescita, s’intende favorire, ritrovare e/o  mantenere quell’equilibrio armonico sul piano psico-fisico e nel rapporto con gli altri e il mondo. La Psicomotricità rinforza ed favorisce questo equilibrio che  soggettivamente si identifica con lo stato di benessere e determina la qualità della vita. Lo psicomotricista partecipa utilizzando principalmente il linguaggio corporeo non verbale, che è la prima forma di comunicazione anche nel bambino, accoglie le richieste del bambino, valorizza le sue iniziative, lo facilita nell’interiorizzazione delle regole sociali, nella conoscenza e nella padronanza dell‘aggressività, nel superamento di forti Inibizioni e nel rafforzamento del senso di sicurezza e dell‘Autostima.

équipe

Dott.ssa Carlotta Berti

Psicomotricista e
Psicomotricista Funzionale

Dott.ssa Benedetta Benini

Psicomotricista Funzionale e
Homework Tutor